• Ecologia Sociale

25 aprile 2022

RIARMO BELLICO, RIARMO ENERGETICO. Di fronte ad una crisi climatica devastante, ad una pandemia ancora irrisolta, ecco la novità: una bella guerra nel cuore dell'Europa, per il momento convenzionale, e localizzata, ma con promesse di globalizzazione e di aumento progressivo del potenziale bellico impegnato. Ma non solo di riarmo bellico si tratta, perché assistiamo anche ad una sorta di riarmo energetico con uno spudorato ritorno della dittatura delle energie fossili, se per caso ci fossimo illusi di un qualche accenno di "transizione ecologica". Oggi il disarmo deve sposarsi con l'ecologia. Il disarmo energetico, per certi versi è ancora più importante di quello bellico, come dimostra il fatto che la guerra di Putin la finanzia l'Europa e soprattutto la Germania e l'Italia con l'importazione del gas. Oramai i nodi sono venuti al pettine: siamo di fronte ad un bivio; o una società ecologica disarmata libertaria ed egualitaria o BARBARIE !!

Fermare le guerre Fermare i fascismi Oramai è chiaro che le cose non finiranno bene. Dopo l’Ucraina si riaprirà, ancora in Europa, la questione Kosovo e già la Serbia compra armi dalla Cina e ha ribadito che non accetta l’indipendenza della Repubblica Kosovara. Poi sarà il turno, appunto, della Cina verso Taiwan e cosi molte altre questioni aperte un pò ovunque. Integrità territoriale? Si tratta di uno strano concetto che ogni STATO applica a modo suo. E i Paesi Baschi? E l’Irlanda del Nord? E la Catalogna? E, ancor di più, la Corsica che ha recentemente denunciato la Francia come Stato Assassino? Come la mettiamo cari STATI NAZIONALISTI Europei? I nazionalismi (e le conseguenti retroazioni) non si possono esaurire, fino a che, almeno, non si enunceranno principi chiari, non contraddittori, condivisi e applicabili ovunque nel mondo, riguardanti l’autodeterminazione dei popoli. Gli Imperialismi, i Capitalismi e gli Stati non possono né vogliono risolvere questi problemi. Bisognerebbe rimettere in discussione tutta la Storia almeno dal 1492. “No si vent le tiare la cal cjamine un Popul” (Cjaval Mat) Questo principio è già un’ottima base per affrontare le attuali crisi, politiche, economiche e climatiche del Pianeta. Cosa dobbiamo pensare di fronte al fatto che il criminale Erdogan, che ammazza i Curdi e il criminale Stato di Israele, che ammazza i Palestinesi, si sono presentati come mediatori nella guerra Russo-Ucraina? A proposito: guerra e/o aggressione? Certo c’è il pregresso dal 2014 in Donbass, che, appunto, se fosse una secessione per l’autodeterminazione degli abitanti russofoni (che peraltro andavano d’accordo con gli ucraini) meriterebbe, in nome del principio di autodeterminazione dei popoli, tutto l’appoggio, però va ricordato che è stato Lenin ad associare il Donbass alla Repubblica Socialista dell’Ucraina nel 1922. Ma, scusate, Putin però è da molto tempo che dice che in pratica l’Ucraina non esiste, che è stata una invenzione dei bolscevichi e che “ontologicamente” fa parte della Russia; non è mica una cosa detta tanto per dire. Per Putin il Donbass è solo una scusa per l’espansione imperialista della “Grande Russia” post-bolscevica; il limite fin dove arriverà è solo di tipo militare. Chiariamo: tutti gli Stati sono costruzioni artificiali, (a partire dalla cosiddetta Italia, visto che bisogna sempre fare riferimento anche al proprio sistema politico-istituzionale, quando si parla degli altri) con confini nati in seguito a varie forme di guerra e che mantengono al loro interno conflitti che tentano di soffocare e/o calmierare. Poi, ecco che i nazionalismi, i sovranismi, sono il brodo di coltura di vecchi e nuovi fascismi (vedasi in particolare Francia e Italia) e oggi ci troviamo di fronte anche alla variante “rosso-bruna” particolarmente contagiosa. Nel mondo Slavo, come abbiamo potuto vedere già con la dissoluzione della ex Jugoslavia, queste rivendicazioni nazionaliste e/o di “integrità territoriale” sono più difficilmente ”moderabili” cosicché, gli Usa e la Nato hanno avuto gioco facile a imporsi come esportatori di “ordine” e, già che c’erano, a smaltire arsenali bellici, residui di magazzino, compreso l’uranio impoverito. In Ucraina è diverso. La Russia ha un potenziale nucleare pari o superiore a quello americano. Quindi, o così o terza guerra mondiale, è del tutto ovvio. Talmente ovvio che vale la pena di preoccuparci seriamente in Friuli, visto che abbiamo la base di Aviano piena di testate nucleari. Allora occupiamoci anche di casa nostra e diciamo che sarebbe ora di avviare un’ ”operazione speciale” di sicurezza preventiva. Per esempio tutti i Comuni friulani potrebbero deliberare che considerano pericoloso avere le testate nucleari in casa e quindi invitare alla rapida chiusura della base di Aviano. Cosa ve ne pare? Udine 25 aprile Piazzale XXVI luglio ore 11.30 Presidio Antimilitarista e presentazione del libro “Svoboda: Ucraina fra Nato e Russia dall’indipendenza ad oggi” con l’autore, Yurii Colombo Friuli Antifascista-Antimilitarista aprile 2022

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