Concetti base di Ecologia Sociale tratti dal fondamentale libro di Murray Bookchin "L'Ecologia della Libertà" (1980)

Il tutto è più della somma delle parti
L'ecologia della libertà (pag. 51)

"Ma l'ecologia sociale fornisce ben più di una semplice critica della frattura fra uomo e natura, essa pone anche l'esigenza di trascendera l'una e l'altra categoria. Come osserva E.A. Gutkind, "scopo dell'Ecologia Sociale è la totalità, non la semplice somma di innumerevoli dettagli raccolti a caso e soggettivamente ed insufficientemente interpretati" (4). Questa scienza s'occupa delle relazioni sociali e naturali in seno a comunità o "ecosistemi" (5). Nel concepire uomo e natura "olisticamente", vale a dire in termini di interdipendenza reciproca, l'ecologia sociale cerca di districare le forme e i modelli di correlazioni che rendono intellegibile una comunità naturale o sociale. L'"olismo", in questo senso, è il risultato di uno sforzo cosciente di comprendere come si dispongono i particolari di una comunità, come avviene con la sua "geometria" (come avrebbero detto i greci) faccia si che il "tutto è più della somma delle parti". Perciò la "totalità" cui si riferisce Gutkind non deve essere confusa con una spettrale "unitarietà" che comporta la dissoluzione cosmica in un nirvana destrutturato. Si tratta, ben al contrario, di una struttura riccamente articolata con una sua propria storia e una sua logica interna.
In effetti, la storia è altrettanto importante della forma e della struttura. In larga misura la storia di un fenomeno è il fenomeno stesso. Noi siamo, in senso proprio, tutto ciò che è esistito prima di noi e, a nostra volta, possiamo diventare assai di più di quello che siamo. E' stupefacente come, nell'evoluzione naturale e sociale delle forme di vita, assai poco sia andato perso; persino nei nostri corpi, come attesta il nostro sviluppo embrionale. L' evoluzione è dentro di noi (così come è attorno a noi), elemento della nostra natura vera e propria.

Le bioregioni
L'ecologia della libertà pag. 66/67

L'importanza recentemente attribuita alle bioregioni, quali strutture portanti delle varie comunità umane, fornisce un'argomentazione inoppugnabile a favore dell'esigenza di riadattare le tecniche e gli stili di lavoro per accordarli ai requisiti ed alle possibilità delle specifiche aree ecologiche. I requisiti e le possibilità bioregionali pongono una pesante ipoteca alle pretese umane di autonomia dalla e di sovranità sulla natura. Se è vero che "gli uomini fanno la storia", ma non in condizioni scelte da loro (Marx) (14), è altrettanto vero che la storia fa la società ma non in condizioni scelte da lei. La dimensione nascosta di questo gioco di parole su una famosa formula marxiana è la storia naturale, che entra nel processo storico-sociale come natura attiva, concreta, esistenziale, che emerge da uno stadio all'altro del suo proprio sviluppo sempre più complesso, in forma di altrettanto complessi e dinamici ecosistemi. Quanto concreta sia la dimensione nascosta dello sviluppo sociale - e quanto le pretese umane di sovranità debbano accetarla come limite - è divenuto palese solo recentemente, con il nostro bisogno di progettare una tecnologia alternativa che sia insiema appropriata ad una bioregione e produttiva per la società

La razionalità libertaria
un principio unificante dell'ecologia e della ragione.
pag. 450

La razionalità libertaria innalza la naturale caratteristica ecologica dell'unità nella diversità al livello stesso delle ragione, evoca una logica di unità tra l' "io" e l' "altro" che riconosce la funzione stabilizzante ed integratrice della diversità, d'un cosmo di "altri" che possono essere compresi ed integrati simbioticamente. Diversità ed unità non si contraddicono a vicenda, non sono antinomie logiche. Al contrario l'unità è la forma della diversità, il modello che le dà intellegibilità e senso; è perciò un principio unificante dell'ecologia e della ragione.

La voce autoriflessiva della natura
L'ecologia della libertà pag. 532

Il mutualismo, l'auto-organizzazione, la libertà e la soggettività -- sottese dai principi ecologici di unità nella diversità, di spontaneità, di relazioni non-gerarchiche -- sono perciò fini in sé. A parte le responsabilità ecologiche che questi fini attribuiscono alla nostra specie in quanto voce autoriflessiva della natura, essi letteralmente ci definiscono. La naura non esiste per il nostro uso, essa semplicemente legittima ecologicamente noi e la nostra unicità. Come il concetto di "essere", questi principi dell'ecologia sociale non hanno bisogno di spiegazioni, solo di verifiche. Sono elementi di una ontologia etica, non regole di un gioco che possono essere cambiate per adeguarsi alle esigenze personali

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