• Ecologia Sociale

La necessità dell'Antifascismo Militante

Aggiornato il: 30 gen 2019


evento facebook https://www.facebook.com/events/628926217554045/

Rischiamo di essere sommersi da una marea nera di fascismo, razzismo, xenofobia, sessismo, violenza femminicida, ... la società stà andando sempre di più verso una deriva cinica e disumana.

Innazitutto è necessario ricostruire un percorso di antifascismo reale che, in particolare in questa Regione, si riappropri della memoria storica della Resistenza e la valorizzi attraverso canali indipendenti, al di fuori delle istituzioni. La discriminante antiistituzionale deve essere chiara e precisa. Per esempio, per noi è impensabile scendere in piazza assieme al PD, quando si agitano temi come l'antirazzismo, l'antifascismo e l'antisessismo sia che si tratti della manifestazione contro la violenza sulle donne, sia che si tratti della manifestazione contro la XMas a Gorizia tanto per citare alcuni esempi recenti. Peraltro in quest'ultimo caso va rilevato che la prima iniziativa contro la XMas nel 2016 venne fatta come Osservatorio Regionale Antifascista, poi, via via, l'Anpi si è appropriato della data. Nel 2017, l'Anpi di Gorizia, ha chiesto la collaborazione dell'Osservatorio, ma è stato censurato l'intervento che denunciava il piddino Buttignon come collaborazionista di Luca Urizio. Nel 2018 l'Anpi è riuscito a organizzarsi da solo, ma aveva ancora un senso partecipare per manifestare davanti al Municipio e così fu fatto. Nel gennaio 2019 invece la manifestazione, relegata in Piazza Vittoria, certamente numerosa, ha infine assunto un tono ufficiale e partitico che non ci aggrada per nulla.

Pensiamo quindi di essere di fronte alla necessità di ricostruire, per piccoli passi, un percorso autogestito di antifascismo militante e reale, che metta al centro della discussione l'evidente tendenza alla fascistizzazione delle istituzione e della società. Nella fattispecie della data del 10 febbraio, che viene assegnata come "Giorno del ricordo" delle vittime delle foibe*, in una imprecisa e ideologicamente strumentale ricostruzione storica, che di fatto serve solo a fare propaganda fascista, crediamo che sia azzeccata la proposta di uscire autonomamente e ricordare invece i Martiri della Resistenza, considerato quello che è successo a Udine nel febbraio 1945.

*nota «1. La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale "Giorno del ricordo" al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale. 2. Nella giornata [...] sono previste iniziative per diffondere la conoscenza dei tragici eventi presso i giovani delle scuole di ogni ordine e grado. È altresì favorita, da parte di istituzioni ed enti, la realizzazione di studi, convegni, incontri e dibattiti in modo da conservare la memoria di quelle vicende. Tali iniziative sono, inoltre, volte a valorizzare il patrimonio culturale, storico, letterario e artistico degli italiani dell'Istria, di Fiume e delle coste dalmate, in particolare ponendo in rilievo il contributo degli stessi, negli anni trascorsi e negli anni presenti, allo sviluppo sociale e culturale del territorio della costa nord-orientale adriatica ed altresì a preservare le tradizioni delle comunità istriano-dalmate residenti nel territorio nazionale e all'estero.»

(legge 30 marzo 2004 n. 92)

0 visualizzazioni