• Ecologia Sociale

Evento: L'Impronta Alimentare

Aggiornato il: 24 dic 2019

Venerd' 15 novembre 2019 ore 20.30 San Giorgio di Nogaro in Tai Gjai



Nell'epoca del cambiamento climatico qual è l'impatto dell'alimentazione sull'ambiente? Perchè quello che mangiamo può fare la differenza. Ne parleremo con il Dr. Max Paoli: coordinatore dei programmi TWAS/UNESCO (sede di Trieste) per la “Promozione dello Sviluppo Sostenibile attraverso le Scienze”. -------------------------------------------------------------------------------- "Il 2019 ha battuto vari record per il caldo, in molteplici localita' del globo. Allo stesso tempo sembrano superati anche i record di discussione mediatica sull'argomento "crisi climatica", forse principalmente grazie a Greta. Probabilmente il fatto piu' sorprendente, ma purtroppo meno discusso di quest'anno, e' la raccomandazione delle Nazioni Unite sull'importanza del mangiare meno carne per ridurre le emissioni di gas climalteranti. Quindi, qual'è, in realta', l'impronta ecologica della nostra dieta?" (Max Paoli).


Valutazione di Ecologia Sociale.

In questa fase, di forte interessamento al problema climatico, soprattutto da parte delle giovani generazioni, sono prioritarie le verità di tipo scientifico e riteniamo estremamente importante arrivare ad un chiarimento il più oggettivo possibile sull'incidenza delle emissioni specifiche dei gas climalteranti, in particolare per la CO2 (l'anidride carbonica) derivante dai processi di combustione e il CH4 (il metano) derivante, in particolare, dai processi organici di fermentazione. Questo problema è estremamente delicato perchè fra il repertorio dei negazionisti, il tema centrale è che secondo loro ( vedasi Richard Lindzen) la CO2 ha una bassissima incidenza nell'effetto serra e, d'altra parte, alcune componenti del movimento ambientalista (vedasi Cowspiracy) mettono in estrema evidenza il problema della produzione, del trasporto e del consumo di carne come causa principale del AGW (Anthropogenic Global Warming). Questi due approcci, negazionista da un lato, e, diciamo veganista, dall'altro, hanno quindi inevitabilmente, anche se accidentalmente, qualcosa in comune per quanto riguarda il problema dei combustibili fossili che nell'approccio "veganista" verrebbe messo in secondo piano rispetto al problema dell'alimentazione, dando involontarimente un endorsement ai negazionisti della CO2. E' chiaro che l'approccio vegano ha una sua intrinseca importanza, dal punto di vista dell'etica antispecista, dal punto di vista salutista, e da quello della sostenibilità, ma dovrebbe essere accompagnato da una chiara visione anticapitalista. Va infatti osservato che l'industrializzazione dell'agricoltura ( la cosiddetta "rivoluzione verde" avvenuta fra gli anni quaranta e settanta del secolo scorso) è evidentemente una conseguenza dello sviluppo della società industriale e, quindi, il massiccio consumo di carne è perfettamente inserito nella logica capitalista, tecnologica e bio-tecnologica, ed è energeticamente basato esso stesso sui combustibili fossili, nonchè sulla deforestazione e sull'uso massiccio della chimica. Quindi i due aspetti del problema vanno affrontati e combattuti sincronicamente e non in modo differito.

0 visualizzazioni